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Modifiche alla Distribuzione – Controlli Vitali – Parte 2

La prima parte di questo articolo la puoi trovare QUI

SOLUZIONI D’EMERGENZA POCO RACCOMANDABILI

Un’altra possibilità, che assume una certa importanza se proprio non si possono approfondire ulteriormente gli incavi e non si riesce a trovare un altro pistone, adatto al motore sul quale si sta lavorando, è quella di “incassare” le sedi delle valvole. In questo caso si asporta del materiale dalle sedi in modo da arretrare la posizione della superficie di tenuta, contro la quale va a poggiare la valvola in posizione di chiusura. Non si tratta di un intervento particolarmente raccomandabile, ma se non si può fare altrimenti… Anche in questo caso, come evidente, la capacità della camera di combustione aumenta. Inoltre, dato che le valvole in posizione di riposo si vengono a trovare in una posizione più arretrata, può darsi che ci siano problemi per quanto riguarda la regolazione del gioco. Le pastiglie calibrate sono disponibili solo fino a un certo spessore e non al di sotto di esso. Si potrebbe pensare di accorciare leggermente lo stelo delle valvole mediante asportazione di materiale dalla loro estremità, ma questa strada in molti casi non è percorribile data la grande vicinanza tra il canalino e l’estremità stessa (rimuovendo del materiale si potrebbe indebolire in maniera inaccettabile tale zona critica). Insomma, occorre vedere caso per caso. E magari sostituire le valvole…

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ASTA PARALLELA Il comparatore centesimale va fissato alla testa avendo cura di disporlo con l’astina tastatrice parallela allo stelo della valvola

Alcuni costruttori consigliano di provare a variare leggermente (cioè di alcuni gradi soltanto) la disposizione angolare degli alberi a camme, in modo da cambiare la distanza tra le valvole e il pistone di quel tanto che basta a renderla accettabile. Pure in questo caso si può agire entro limiti assai ristretti; da un lato infatti si varia (anche se di poco) la fasatura di distribuzione rispetto a quella ottimale, e dall’altro l’operazione può essere effettuata solo quando manca molto poco perché la distanza tra le valvole e il pistone risulti corretta. Insomma, è OK solo per “aggiustaggi” di entità assai modesta.

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SI PIEGANO In caso di urti di modesta entità, non avvengono rotture, ma le valvole possono piegarsi e quindi non fare più buona tenuta

Quello relativo alla distanza tra valvole e pistone è il controllo più importante, dopo il montaggio di un albero a camme, ma non è l’unico che deve essere eseguito. In particolare, se le valvole sono piuttosto inclinate, è necessario accertarsi che, durante l’incrocio, vi sia sempre una certa distanza di sicurezza tra quella di aspirazione e quella di scarico posta di fronte ad essa. In genere il valore limite (ossia, sotto il quale non ci si deve spingere) viene indicato in circa 1,5 mm.

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NON DEVONO TOCCARE Durante la fase di incrocio sono aperte tanto le valvole di aspirazione quanto quelle di scarico; accertarsi che tra i funghi vi sia una certa distanza.

Siccome gli alberi a camme più spinti di quelli originali il più delle volte impartiscono alle valvole una alzata massima sensibilmente maggiore, occorre effettuare un altro, importantissimo controllo. Si tratta di quello relativo alla distanza tra le spire contigue della molla, con la valvola ad alzata massima, che si effettua impiegando uno spessimetro. Il valore sotto il quale non si deve scendere viene usualmente indicato in circa 0,3 mm. In alternativa, si può verificare di quanto può essere ancora compressa la molla prima di andare “a pacco”. In questo caso il valore limite, stando a quanto raccomandato da diversi specialisti del settore, è dell’ordine di 1,3 – 1,5 mm.

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Il disegno mostra chiaramente come si controlla la distanza tra pistone e valvola con un comparatore.

ANCHE LE MOLLE QUASI SEMPRE VANNO SOSTITUITE

Un ulteriore controllo riguarda la distanza tra il margine inferiore dello scodellino della molla e il piccolo paraolio del quale è dotata la guida (da rilevare ovviamente quando la valvola è ad alzata massima). Le raccomandazioni in proposito variano anche considerevolmente, ma si può ritenere che 1,5 mm costituisca un valore limite adeguato, sotto il quale non si deve mai scendere. Per quanto riguarda le molle, è assolutamente indispensabile attenersi a quanto prescritto dal fabbricante degli alberi a camme o del kit di potenziamento (che spesso ne comprende di nuove, differenti da quelle montate in origine). In diversi casi quelle di serie vanno bene anche con alberi a camme leggermente più spinti di quelli originali, ma assai spesso (e praticamente sempre, in caso di preparazioni spinte) occorre sostituirle con altre, del tipo indicato dalla ditta che fornisce gli alberi a camme stessi. Alcuni preparatori aumentano leggermente il carico delle molle installando delle rondelle sotto di esse, ma questa pratica non è certo raccomandabile. Dove invece i rasamenti servono è per regolare l’altezza delle molle a valvola chiusa.

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IN GHISA SI SPEZZANO Gli alberi a camme in ghisa (usati su varie moto) sono fragili. In caso di seri contatti tra valvole e pistone o di rottura della catena di distribuzione, possono addirittura spezzarsi

È importantissimo tenere presente che le molle a passo variabile hanno un verso di montaggio: la parte a spire ravvicinate va rivolta sempre verso la testa. Questi componenti sono delicati e occorre trattarli con le dovute cure. La superficie del filo è pallinata per aumentare la resistenza a fatica e basta un graffio perché quest’ultima risulti drasticamente ridotta. Se si riutilizzano le molle di serie, misurare la loro lunghezza libera con un calibro e accertarsi che corrisponda a quella indicata sul manuale di officina della moto. Meglio ancora sarebbe verificare il loro carico in corrispondenza di una determinata lunghezza, ovvero, di quanto ciascuna di esse si accorcia comprimendola con una determinata forza (questa verifica si effettua con un apposito strumento di controllo, del quale dovrebbero essere dotati tutti i migliori preparatori). Due parole le meritano anche gli scodellini. Se quelli di serie sono in acciaio, vale senz’altro la pena di sostituirli con altri in titanio (sicuramente preferibili a quelli in lega leggera, che fino a qualche anno fa hanno avuto una certa diffusione). Se assieme agli scodellini vengono forniti anche i semiconi, è importante utilizzarli al posto di quelli originali (che vanno scartati senz’altro). 

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ALTEZZA L’impiego di rondelle di rasamento consente di regolare come opportuno l’altezza delle molle all’atto della installazione

MEGLIO CAMBIARE TUTTO

In caso di sostituzioni, non rimontate pezzi vecchi.
La guarnizione della testa e i paraoli delle guide delle valvole, vanno sempre sostituiti con altri nuovi. Per quanto riguarda la prima, è interessante segnalare che alcuni costruttori la forniscono in più versioni, le quali differiscono tra di loro solo per lo spessore. In merito ai paraoli, occorre sottolineare che la loro installazione talvolta può essere meno semplice di quanto non si possa pensare. In ogni caso, vanno accuratamente lubrificati con olio, unitamente agli steli delle valvole, prima del montaggio di queste ultime. In linea di principio, sarebbe bene anche sostituire i cedenti, ovvero gli organi sui quali agiscono gli ecccentrici degli alberi a camme, con altri nuovi. Una regola base della meccanica è infatti quella secondo la quale nessun organo usato dovrebbe essere accoppiato con un altro nuovo, e viceversa. Nel nostro caso specifico, se si decide di impiegare comunque le punterie o i bilancieri montati in precedenza, è indispensabile accertarsi che essi siano in condizioni assolutamente perfette. Naturalmente, in questa eventualità, occorre fare bene attenzione a rimontare ciascuno dei componenti in questione esattamente nella medesima posizione nella quale si trovava in origine.

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CAMBIATELI In linea ideale, con alberi a camme nuovi dovrebbero sempre lavorare cedenti (ossia punterie o bilancieri) anch’essi nuovi. All’atto pratico questo non sempre si fa…

L’IMPORTANZA DEL RODAGGIO

I primi minuti di funzionamento sono i più importanti.
Tutti i fabbricanti di alberi a camme sottolineano la criticità dei primi minuti di funzionamento e l’importanza di effettuare un “rodaggio” molto accurato, anche se breve. Le raccomandazioni variano a seconda dei casi. Quella che non cambia è l’esigenza di lubrificare scrupolosamente e copiosamente tanto gli eccentrici e i perni degli alberi a camme quanto le punterie (o i pattini dei bilancieri). Non si deve infatti dimenticare che nella zona di contatto camma/cedente si raggiungono pressioni elevatissime (che crescono logicamente all’aumentare dell’alzata e del carico della molla) e che dopo l’avviamento l’arrivo nelle zone in questione dell’olio erogato dalla pompa non è certo immediato. In diversi casi sono gli stessi produttori delle parti speciali a fornire un tubetto di speciale lubrificante di montaggio. Per quanto riguarda il periodo immediatamente successivo al primo avviamento, alcuni specialisti raccomandano di mantenere il motore a un regime costante dell’ordine di 2.500-3.000 giri/min per 15 – 30 minuti. In particolare, viene raccomandato di non fare girare il motore al minimo per il primo quarto d’ora di funzionamento. 

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ORDINE In fase di montaggio l’ordine e la pulizia sono essenziali. Ogni componente rimosso in precedenza deve tornare dove era collocato in origine
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RISPETTARE LE PRESCRIZIONI Molto spesso quando si montano alberi a camme spinti occorre impiegare molle delle valvole diverse da quelle originali. Attenersi alle prescrizioni del fabbricante è vitale

 

About TDM Staff

Sono un motociclista a tempo pieno. Adoro condividere le mie esperienze scrivendo articoli sul web grazie anche alla collaborazioni di realtà importanti nel settore. Fin da bambino ho sempre sognato di fare qualcosa a contatto con le moto, e ora eccomi qua a condividere la mia passione più grande. Con Voi.

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