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Prova Kawasaki Ninja ZX-6R 2019 – Test su Strada e Pista

Il segmento delle Supersportive da 600cc è stato il punto di riferimento per i piloti che cercavano di accumulare esperienza e affinare l’arte della guida al limite. Veloce, agile e con una potenza più che modesta al polso destro, i 600 sono ideali per affinare le proprie abilità in pista.

Siamo andati a provare la Kawasaki Ninja ZX-6R 2019 sulle strade principali di Sin City, così come nello Las Vegas Motor Speedway.

1. Quest’anno, più che una rivoluzione, siamo difronte a una evoluzione della Ninja ZX-6R con poche, ma efficaci modifiche. La ZX-6R si è rifatta il trucco con un nuovo design più moderno, ha ricevuto il quickshifter, è stato rivisto il cambio ed è stata equipaggiata con gomme “più fresche”, mentre tutte le altre parti rigide sono rimaste invariate, incluso il motore da 636cc. Molto interessante il prezzo di vendita al pubblico di “soli” 11.890 € per la ZX-6R standard mentre per la KRT Edition si ferma a 12.090 €.

2. Il motore 4 cilindri in linea da 636 cc è sempre stato molto ammaliante e nel 2019 lo è ancora. Sì, è la stessa versione del motore che ha debuttato nel 2013. La Kawasaki ha utilizzato per la prima volta questa cilindrata (636cc) sulle moto non-WSS (World SuperSport) nel 2002, principalmente per aumentare la coppia disponibile, che ora si attesta su un valore dichiarato di 70,8 Nm a 11.000 giri/min. Un valore tutto sommato interessante e importante soprattutto per quelli che utilizzeranno la Ninja in strada, conferendo vigore e potenza agli alti e medi regimi rispetto alle tipiche erogazioni delle Supersport 600cc.

3. Dal momento in cui ruoti il gas, il 636cc sale lineare, senza incertezze, verso la zona rossa del contagiri. I rappresentanti Kawasaki hanno menzionato che le mappature del carburante sono state riviste per soddisfare gli standard Euro 4, e siamo lieti di sapere e constatare che non sono cambiati i valori di potenza al banco.

4. Sotto i 7000 giri la spinta del motore è discreta, ma prende vigore e forza rapidamente man mano che sale il regime di rotazione. Su una pista tecnica come quella oggetto del test, più potenza sarebbe andata sprecata poichè la sua potenza di 110 CV si è rilevata giusta e domabile. Unite tutto ciò alla nuova frizione anti-saltellamento, e quello che otterrete sarà un motore equilibrato, regolare e veloce.

5. La rapportatura finale è stata accorciata a 15/43. Accorciare i rapporti è una sorta di mantra che ogni pilota ha fatto per anni sulla ZX-6R. La Kawasaki ha quindi voluto dare alla Ninja 2019 un po’ più di brio accorciandone i rapporti, dato che i 4 cilindri in linea sono abbastanza “addomesticati” ai bassi regimi. Nella pratica, è una buon upgrade per chiunque trascorrerà molto tempo su strada. Mi è sembrato perfetto per circuiti stretti come il Las Vegas Motor Speedway. Se si percorrono piste con lunghi rettilinei, è consigliabile tornare alla precedente configurazione con i rapporti più lunghi.

6. Sono disponibili modalità di alimentazione a piena (Full) e bassa (Low) potenza. La prima è auto-esplicativa, mentre la seconda (Low Power) fornisce l’80% della potenza e della coppia disponibili, oltre ad addolcire la risposta dell’acceleratore.

7. Il quickshifter-up, solo in salita, è ora di serie. E’ una grande aggiunta, molto utile in pista nei lunghi rettilinei quando si snocciolano le marce velocemente. Il passaggio dalla 1a alla 2a marcia è “duro”, occorre forza, tuttavia man mano che si passa ai rapporti superiori, le cambiate sono più morbide. Tempi di cambiata più brevi avrebbero migliorato l’esperienza e i tempi sul giro.

8. La Ninja ZX-6R 2019 è equipaggiata con le nuove gomme Bridgestone Battlax Hypersport S22. Più che un degno successore del Bridgestone Battlax Hypersport S21, l’S22 è totalmente un nuovo modello della gamma del produttore giapponese di pneumatici. S22 vanta una nuova mescola che mira a dare una miglior presa sull’asciutto. Durante l’utilizzo in strada si sono rilevati ottimi pneumatici dando un ottimo feedback e grip. Inoltre, Bridgestone ha ottimizzato l’uso di mescole e materiali per consentire migliori prestazioni sul bagnato. Al posteriore, in particolare, è stata utilizzata una mescola con particelle di silice più fini per un miglior grip in caso di pioggia. La combinazione S22 120/55 anteriore e 180/55 posteriore è perfetta per la Ninja.

9. Per l’uso in pista, abbiamo equipaggiato la Ninja ZX-6R coi pneumatici Bridgestone Battlax Racing R11, ovvero pneumatici specifici da pista in mescola. Visto l’orientamento sportivo degli pneumatici, quindi il loro ristretto range di utilizzo (alte temperature), si raccomanda di usare delle termocoperte e di modificare coscienziosamente la pressione, e di fare una ritoccatina all’idraulica delle sospensioni. A parte questo, le Bridgestone R11 offrono una quantità stratosferica di grip – avevo il sorriso sotto al casco che andava da un orecchio all’altro.

10. Il controllo di trazione è di serie sulla ZX-6R. Il TC offre 3 livelli di regolazione. Impostato al Livello 1 è meno invadente mentre al Livello 3 è più aggressivo/invasivo, molto “safe”. In pista, ho utilizzato il Livello 1 senza sentire che stesse intervenendo, anzi, per essere precisi non è quasi mai intervenuto. E’ più una sicurezza che una necessità, ma sapere che è lì, aiuta sicuramente i piloti a essere più spensierati, sicuri e più concentrati.

11. La ZX-6R è stabile alla alte velocità. Si controlla magnificamente ed ha tutto ciò che ci si aspetta da una sportiva di media cilindrata. Grazie alla rapportatura finale più corta, l’interasse è stato marginalmente allungato a 1.400 mm. Telaio e Forcellone rimangono gli stessi dell’ultima versione, così come l’angolo di incidenza (24°).
Nelle curve veloci per strada, o quando si affrontano alcune delle svolte tecniche ascendenti del Road Course, la ZX-6R ha risposto a tutti i miei input proprio come avrei voluto con tassi di virata rapidi ma prevedibili.

12. Le sospensioni sono completamente regolabili. Abbiamo guidato tra le strade della grande Las Vegas con le impostazioni stock. La forcella Showa SFF-BP da 41mm e il mono ammortizzatore Showa assistito dai leveraggi, hanno funzionato in modo encomiabile, assorbendo molte delle asperità e mantenendo il telaio ben piantato.

13. In pista, abbiamo irrigidito l’idraulica delle sospensioni e aumentato l’altezza da terra con uno spessore di 8,5 mm. In configurazione standard la Ninja è dotata di uno spessore di 2 mm, e con lo spessore aggiuntivo di 8,5 mm, abbiamo aumentato l’altezza da terra a 10,5 mm complessivi.
Abbiamo fatto una messa a punto molto più “acuta/aggressiva” e rigida, che è stata più che in grado di far fronte a ritmi più veloci, migliorando al tempo stesso la velocità di percorrenza e ingresso curva senza accenni di instabilità.
Con le forti staccate e le curve strette del Road Course, sono rimasto più che soddisfatto del risultato ottenuto una volta configurato il set-up della sospensioni. A dimostrazione che le unità che compongono il comparto ciclistico della nuova Ninja sono, oltre che di ottima qualità, anche sensibili alle regolazioni dell’idraulica.

14. Le moto da corsa hanno bisogno di freni potenti e veloci e sono proprio quelli che equipaggiano la belva verde. All’anteriore troviamo, come nelle versioni precedenti, doppio disco flottante da 310 mm con pinze Nissin radiali a 4 pistoncini azionate da una pompa radiale. Al posteriore, troviamo invece un disco singolo da 210 mm che svolge egregiamente il lavoro.
Il feeling alla leva è molto buono, potente e modulabile al punto giusto sia durante le frenate violente, sia negli ingressi in curva con i freni in mano. In pista tuttavia, dopo alcuni giri veloci, ho avvertito un peggioramento delle prestazioni dovuto al Fading causato dalle obsolete e superate tubazioni in gomma. E’ consigliabile sostituirle con del tipo in treccia aeronautica.
Le leve regolabili sono ora di serie.

15. La Kawasaki Ninja ZX-6R 2019 cambia anche nell’ergonomia. Sebbene la triangolazione sella-manubri-pedane sia rimasta la stessa, una lunghezza più breve della sella dalla parte anteriore a quella posteriore è evidente, mentre l’altezza da terra rimane la stessa di 830 mm. Questo significa che ci si trova seduti più avanti sulla moto. Inoltre, la sella è stato ristretta nel punto in cui incontra il serbatoio: ciò snellisce la moto e facilità gli spostamenti sulla sella, soprattutto nei cambi di direzione

16. I designer Kawasaki vogliono creare coesione allineando i Ninja esteticamente. Quest’anno, la Ninja ZX-6R trae ispirazione dalla sorella maggiore, ZX-10R, e porta con sé anche alcuni aggiornamenti. Visivamente, vediamo linee molto più nitide e anche le alette del cupolino dell’H2 sovralimentata entrano in gioco.
Al posteriore troviamo un nuovo codino con linee ondulate che donano anche un look molto più “pronto gara”. Inoltre, i progettisti hanno affilato le linee del cupolino e  hanno abbassato il plexyglass per ottenere una postura più aggressiva. Per strada, il plexy più basso non mi ha creato tutto sommato fastidi. Tuttavia, in pista, con velocità ben più elevate, la protezione aerodinamica offerta dal plexy più basso non era sufficiente, avvertivo sopra la testa la pressione dell’aria nonostante ero in carena. Se hai intenzione di passare molto tempo in pista, installare un plexyglass più alto potrebbe rivelarsi molto utile.

17. L’illuminazione a LED è ora di serie sulla Ninja ZX-6R 2019. È un piccolo aggiornamento, ma è più che benvenuto dato che, oltre ad illuminare di più le strade di notte, è anche un “upgrade” in fatto di sicurezza dato che saremo più visibili.

18. Un quadro strumenti equipaggia la nuova Ninja. Ricordate quello della precedente Ninja? Ora il display è stato rivisto e aggiornato, e mostra diverse nuove informazioni come l’indicatore del livello di carburante, l’autonomia residua, il consumo di carburante medio e istantaneo, la temperatura dell’aria di aspirazione, orologio e altro ancora.
Su una Supersport 600, il mio unico requisito era avere un contagiri analogico sul quale far decollare la lancetta in zona rossa. Fortunatamente, è proprio quello che ho trovato sulla ZX-6R.

29. La Kawasaki Ninja ZX-6R 2019 sarà venduta ad un prezzo a partire da € 11.890. Era da tempo che non vedevamo Supersport 600 a queste cifre.
La bellissima livrea KRT costa solo € 200 in più. Confrontando i prezzi con la concorrenza, la Kawasaki costa € 2.100 in meno rispetto alla Yamaha YZF-R6 (13.990 €).
Con questa struttura dei prezzi, Kawasaki spera di rinvigorire la classe.

20. La Ninja ZX-6R 2019 potrebbe dare il via a una guerra tra Supersport, e non vedo l’ora. Non sono uno che si illude o che sogna ad occhi aperti, ma sarò anche ottimista, speranzoso, nel dire che il prezzo base di soli € 11.890 potrebbe riavvicinare Riders alla classe 600 Supersports.
L’R6 è stata aggiornata l’anno scorso (2017), e ora con la Ninja che ritorna alla classe media, siamo a due 600 che potrebbero essere la scintilla che accende il fuoco per suscitare interesse per le altre Case Motociclistiche.

Le Superbike hanno il loro fascino, ma guidare e gemere su una leggera Supersport 600 imparando a portarla al limite tra le curve in percorrenza, sentirla urlare a 15.000 giri e oltre, e staccando più tardi possibile porterà sorrisi a tutti i piloti che amano sentire il battito del cuore.

Con l’aggiunta di un quickshifter e di pochi altri aggiornamenti, la Kawasaki Ninja ZX-6R 2019 è finalmente tornata tra noi, pronta per dar filo da torcere alla sua concorrente Yamaha R6.

Pagella

DESIGN - Lo stile è preso strettamente dalla sorella maggiore ZX-10R. Tuttavia si differenzia con l'adozione di linee più nitide e ondulate. Il tutto è amalgamato nelle classiche livree Kawasaki. 5 punti in più per la KRT
RIFINITURE - Nel complesso la scelta dei materiali e gli accoppiamenti sono di buona qualità. Alcuni dettagli sono sotto tono come ad esempio i blocchetti sui semi manubri
COMFORT - Non si può certo pretendere di stare comodi su una supersportiva e infatti la Ninja non fa eccezioni: insieme alla Yamaha YZF-R6, è una delle moto con la postura più aggressiva
SOSPENSIONI - Il comparto ciclistico è di livello e si presta molto bene anche per un utilizzo stradale. Le unità Showa sono ottime e sensibili alla regolazioni. In pista è d'obbligo un setting più rigido
MANEGGEVOLEZZA - Non è la migliore della categoria a causa di qualche Kg di troppo, tuttavia la Ninja rimane una moto agile, granitica nello scendere in piega e sempre prevedibile
IN PIEGA - Rapida nello scendere in piega, la Ninja ti accompagna alla corda senza incertezze e tiene la linea impostata con grande stabilità
MOTORE - Il motore è l'affermato e insostituibile 636 con un pizzico di coppia in più ai medi regimi e una spinta stratosferica agli alti. La zona rossa inizia a 16.000 rpm
CAMBIO E FRIZIONE - Nonostante sia stata equipaggiata con il quickshifter, il cambio non eccelle in quanto duro da azionare, soprattutto nelle marce inferiori. Ottima la frizione. Non stanca le dita e offre un ottimo feeling
VELOCITÀ - Di tutto rispetto. Abbiamo toccato (da tachimetro) i 275 km/h
ACCELERAZIONE - Quei 36cc in più fanno la differenza ai medi regimi regalando già da 7000 giri una buona schiena e progressione
RIPRESA - Intorno ai 7000 giri non si ha la necessità di scalare rapporto per riprendere giri. Tuttavia, trattandosi di un 600, vi sentirete
CONSUMI - Guidatela a filo di gas e vi restituirà consumi di tutto rispetto (18/20 km/litro)
ELETTRONICA - Pacchetto elettronico soddisfacente. Il TC non si è mai rilevato invasivo al Livello 1, nemmeno in pista. La ciclistica, e in generale la moto, sono equilibrate e a punto da far sembrare il TC superfluo. L'ABS quando si fa sul serio è leggermente invasivo.
PREZZO - Kawasaki stupisce rilevando un prezzo a partire da 11.890 €. Il più basso di categoria.

8.1

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About TDM Staff

Sono un motociclista a tempo pieno. Adoro condividere le mie esperienze scrivendo articoli sul web grazie anche alla collaborazioni di realtà importanti nel settore. Fin da bambino ho sempre sognato di fare qualcosa a contatto con le moto, e ora eccomi qua a condividere la mia passione più grande. Con Voi.

3 comments

  1. Dunque, premettendo che a prescindere da tutto sono contento da amante delle moto sportive (sportive vere, non naked carenate con semi-manubri alti e motori fiacchi..) di rivedere sul mercato la Ninja 636, vorrei riportare qualche punto che trovo possa essere decisamente migliorato (qualcuno magari anche con accessori e componenti aftermarket):

    – non mi piace che il cupolino in plexiglass superi in altezza la parte carenata, o meglio, è la parte carenata a “terminare troppo presto” (questa caratteristica era già presente sul vecchio modello, davvero personalmente non la capisco, esteticamente parlando è proprio “bruttina” e “povera” a mio modestissimo parere);

    – non mi piace la conformazione delle carene laterali inferiori, soprattutto del lato destro in corrispondenza dell’inizio del terminale di scarico;

    – di per sé il terminale di scarico originale non è male ma c’è quella cover para-calore che è di una bruttezza clamorosa (imho, sia chiaro..);

    – specchietti da sostituire, non sono osceni ma c’è troppo, molto di meglio;

    – frecce integrate nelle carene laterali.. e va beh..;

    – banalmente mi chiedo come sia possibile che nel 2019 cerchino peli nell’uovo per qualunque cosa (vedasi Euro 4 e prossimamente Euro 5) e non sia obbligatorio specie per moto di una certa potenza (ma io direi tutte) l’installazione di serie di tubi freno in treccia metallica, davvero incomprensibile.

    Due domande se possibile:

    1) secondo voi un centauro di 190 cm (ma atletico e “giovane” 😉 ) ci sta almeno discretamente su questa moto?

    2) calore dal motore: confermate che la situazione è molto più “fresca” rispetto ad altre moto Euro 4 (tipo quelle con architettura a V, vedasi Aprilia e Ducati..)?

    Grazie per l’attenzione e per aver provato questa moto in anteprima (almeno per l’Italia)!

  2. Ah, chiedo scusa, non ho scritto nel mio primo intervento (che magari potrebbe apparire eccessivamente negativo da parte mia), che complessivamente trovo questa Ninja 636 un’ottima moto con componentistica più che discreta e senza dubbio un eccellente rapporto qualità/prezzo.

  3. Ciao Domenico,

    La Ninja e l’R6 sono i 600 con la posizione di guida più aggressiva quindi scomoda, incentrata sulla guida all’attacco.

    1) Per starci, ci stai. L’ergonomia è buona e lo spazio c’è. Avrai tuttavia una posizione di guida leggermente più raccolta;
    2) Il calore, dopo le lunghe sessioni in pista, quando abbiamo sostato ai box non ci ha dato fastidio. Da questo punto di vista puoi stare tranquillo.

    Grazie per averci scritto

    TDM Staff

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