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Yamaha YZF R6 2017 – First Ride in 11 punti

Mi sono diretto verso Thunderhill Raceway Park a Willows, in California, per guidare l’ultima incarnazioni di Yamaha della sua 600cc supersport – la Yamaha YZF-R6.

Il giorno è stato un mix di condizioni di sole e pioggia, perfette per testare le nuove funzionalità e doti dinamiche della nuova R6, evidenziate dal suo nuovo pacchetto elettronico che include due nuove novità per la quarta generazione R6: controllo di trazione e ABS.

In attesa della prova completa, ecco i punti essenziali del nostro primo test a Thunderhill.

1. La Yamaha YZF-R6 2017 mantiene il motore del modello precedente, che è una cosa fantastica. Questo motore ha un’erogazione tipico di una vera supersport, a Thunderhill ha dato il meglio di sé agli alti regimi. Il motore si estende fortemente da circa 9000 giri/min a 16.500 giri/min con una spinta, meglio definirlo calcio che rilascia tutta la potenza di cui è capace questa supersport. Potenza penalizzata dalle nuove normative Euro4 che fanno scendere i valori di potenza massima a circa 118 CV.

2. Il controllo di trazione ha funzionato perfettamente. Il sistema a sei livelli si basa sul nuovo ride-by-wire Yamaha, ed è stato completamente trasparente ed efficiente per tutta la giornata, sia in condizioni di asfalto asciutto che bagnato. Al livello 6 nella pioggia battente mentre correvo a ritmi elevati con i pneumatici rain Bridgestone Racing Battlax WO1, l’intervento era appena evidente e ho visto la luce del TC accendersi una sola volta al livello 1 a ritmo nell’asciutto. Tutte le impostazioni sono commutabili anche durante la guida con un pulsante di facile utilizzo sul blocchetto a sinistra.

3. La sospensione KYB rivista per l’R6 offre una maggiore stabilità, specialmente durante la frenata e in percorrenza. La forcella ha steli da 43 mm (la generazione precedente aveva steli da 41 mm) ed è la stessa utilizzata sul YZF-R1, messa a punto per la moto più “piccola” e fornisce confidenza e sensazioni come nessun altra R6. Al contrario, le specifiche del telaio sono esattamente uguali a quelle della generazione precedente.

4. La frenata è potente: i nuovi dischi da 320 mm morsi dalle nuove pinze Advics forniscono potenza e ottimi spazi d’arresto. I dischi sono cresciuti di 10 mm dalla generazione precedente e l’ABS è ora di serie. L’ABS non è disattivabile, ma non mostra alcun problema o fastidio in pista. L’intervento è evidente durante le frenate d’emergenza, ma non al punto di sentirsi fuori controllo.

5. L’ergonomia è migliorata grazie ad un nuovo design della sella: poco più alta vicino al serbatoio, ed è 20 mm più sottile davanti. Ciò ha consentito cambi di direzione e transizioni più facili sulla sella durante i difficili punti della pista come il cavatappi di Thunderhill.

6. Il layout del piccolo schermo digitale è stato rivisto ed è molto più facile da leggere rispetto alla generazione precedente. Fortunatamente, il tachimetro analogica gigante rimane.

7. La Yamaha R6 2017 dispone di tre moduli di potenza che sono tutti utili: piena potenza, A, è stato utilizzata per la maggior parte della giornata a Thunderill. B offre una risposta dolce del gas e della potenza erogata, ed è sicuramente utile per le situazioni di pioggia. Per quanto riguarda la terza, Standard, è indicata per l’utilizzo cittadino o in contesti dove non c’è necessità di un motore rapido.

8. Il peso è aumentato di solo 2 kg rispetto al modello 2016 a causa dell’ABS, ma non è avvertibile. L’ABS, in realtà, avrebbe aggiunto almeno altri 3 kg, ma Yamaha ha compensato adottando un telaietto reggisella in lega di magnesio e un serbatoio di alluminio. La capacità del carburante è 17 litri.

9. Parlando con alcuni tecnici Yamaha, la Yamaha R6 2017 ha una “carrozzeria” rivista non solo dal punto di vista estetico, ma è anche da quello della aerodinamica. Yamaha sostiene un aumento di aerodinamica dell’8%, ma sembra molto più quando si guida la moto in confronto con il modello 2016, soprattutto in piega.

10. Il quickshifter (optional) funzionava perfettamente durante tutta la giornata a Thunderhill. Consente solo di innestare le marce senza frizione, e la mancanza del downshift in scalata su una moto del genere a fine giornata si è sentita.

11. La terza generazione ha impressionato, ma la quarta generazione che inizia con il modello 2017 ancora di più. La nuova Yamaha R6 è finalmente qui, e l’attesa ne valeva la pena.

About TDM Staff

Sono un motociclista a tempo pieno. Adoro condividere le mie esperienze scrivendo articoli sul web grazie anche alla collaborazioni di realtà importanti nel settore. Fin da bambino ho sempre sognato di fare qualcosa a contatto con le moto, e ora eccomi qua a condividere la mia passione più grande. Con Voi.

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